CANNES – La storia tra Jodie Foster e il festival di Cannes è una storia d’amore lunghissima, quasi cinquant’anni. La prima volta che l’attrice e regista venne sulla Croisette doveva ancora compiere 14 anni, il film era Taxi driver di Scorsese, che nel 1976 vinse la Palma d’oro.

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Nel 2021, la prima edizione dopo la pandemia, l’attrice due volte premio Oscar (Sotto accusa e Il silenzio degli innocenti) ricevendo la Palma d’oro onoraria dalle mani di Pedro Almodovar aveva detto: “È stato un anno di transizione, io l'ho passato con i film di Martin Scorsese, Akira Kurosawa, Lina Wertmüller, Hong Kar-Wai e del signor Presidente Spike Lee. Le sale erano chiuse ma il cinema continua; apprezzo l'evoluzione dell'arte che rinnova il nostro mestiere, l'energia che ci fa riscoprire la magia del cinema. Dopo tanti anni di mestiere è ancora una grande gioia”.

Ieri sera tappeto rosso e oggi incontro con la stampa per La vie privée di Rebecca Zlotowski. Il film fuori concorso ha per protagonista Lilian Steiner una rinomata psichiatra interpretata da Jodie Foster. Quando viene a sapere della morte di uno dei suoi pazienti, si convince che si sia trattato di omicidio. Turbata, decide di condurre la sua indagine. Nel cast anche Daniel Auteuil.