La parola-chiave è “sovranità”: a questo concetto fortemente caro al Governo Meloni l’Italia rappresentata dal ministro della Salute Orazio Schillaci ha ricondotto la scelta di astenersi sul Piano pandemico dell’Organizzazione mondiale della sanità, nella votazione a Ginevra per la 78ma Assemblea Oms. Un documento che era stato proposto tre anni fa, con il mondo ancora drammaticamente scosso dal terremoto Covid, e che anche noi avevamo caldeggiato. Ma il sì finale - complici il cambio al vertice del Paese e il nuovo corso imposto dalla rilettura della gestione della pandemia - non è arrivato, malgrado i tanti aggiustamenti al testo.

Una scelta politica

Dopo molteplici revisioni e trattative, il documento in 35 articoli che ha incassato 124 sì e nessun voto contrario ma 11 astensioni tra cui la nostra in buona compagnia con Russia, Iran, Singapore, Romania e Bulgaria e che punta a mettere in campo una rete di dicurezza preventiva in vista di una probabile nuova pandemia, vede decisamente attutite le istanze di cessione di quella sovranità che l’Italia continua però a rivendicare. «E che è l’unica spiegazione possibile - come osservano fonti ministeriali - alla base del mancato voto positivo. Quindi, una scelta strettamente politica».