Via libera dopo tre anni di trattative al Piano pandemico dell’Organizzazione mondiale della sanità: i governi lo hanno adottato in una sessione plenaria dell’Assemblea mondiale della sanità a seguito dell’approvazione dell’Accordo sul Piano avvenuta il 19 maggio con 124 voti favorevoli, 11 astenuti tra cui l’Italia e nessun voto contrario.
Una data in qualche modo storica, anche perché arrivata in un momento di grande debolezza dell’Organizzazione mondiale della sanità dopo l’abbandono da parte degli Stati Uniti di Trump e in un contesto di generale crisi di autorevolezza degli organismi che fanno capo alle Nazioni Unite. L’accordo pandemico dell’Oms è il secondo accordo giuridico internazionale negoziato ai sensi dell’articolo 19 della Costituzione dell’Organizzazione: prima c’era stata stata la Convenzione-quadro dper il controllo del tabacco, adottata nel 2003 ed entrata in vigore nel 2005.
L’Italia astenuta
Non ha votato contro ma si è astenuta, insieme alla Russia, all’Bulgaria, alla Giamaica, alla Polonia, a Israele, all’Iran, alla Romania, al Guatemala, alla Slovacchia e al Paraguay. Un segnale se non di contrarietà (zero i “no”), di presa di distanza di cui del resto il nostro Paese non aveva fatto mistero: lo stesso ministro della Salute Orazio Schillaci fin dall’inizio ha contestato ik rischio di “esternalizzare la gestione di una possibile prossima pandemia.












