MILANO – Dopo meno di un anno dall’avvio, l'Antitrust mette un punto all’istruttoria contro alcune società della galassia Dior. E lo fa senza accertare alcun illecito, ma accettando e rendendo vincolanti gli impegni proposti da chi è finito sotto la lente. Christian Dior Couture, Christian Dior Italia e Manufactures Dior dovranno impegnarsi a destinare 2 milioni di euro in cinque anni a specifiche iniziative, aperte anche ad altri brand della moda che producono in Italia, per identificare le vittime di sfruttamento sul lavoro e accompagnarle in percorsi dedicati di protezione, formazione, assistenza e inclusione socio-lavorativa.
Modifiche alle dichiarazioni etiche e maggiore controllo sui fornitori
L'istruttoria, spiega una nota dell'Autorità, era stata avviata ai sensi del Codice del consumo in considerazione della diffusione di dichiarazioni etiche e di responsabilità sociale potenzialmente non veritiere, in particolare per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il rispetto della legalità presso alcuni fornitori di prodotti di pelletteria.
Oltre alle iniziative contro lo sfruttamento lavorativo, sono previste modifiche alle dichiarazioni etiche e di responsabilità sociale e nuove procedure per rafforzare il processo di selezione e controllo dei fornitori. Si aggiungono attività di formazione interna sulla normativa in materia di tutela dei consumatori per i dipendenti che si occupano di comunicazione e marketing e attività di formazione esterna, rivolta a fornitori e subfornitori, in materia di diritto del lavoro e sui principi etici previsti dal Codice di Condotta dei Fornitori adottato dalle società del gruppo Dior.






