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Nella notte tra domenica e lunedì gli Oklahoma City Thunder hanno eliminato i Denver Nuggets dai playoff di NBA, la fase finale del campionato di basket nordamericano, il più seguito al mondo. Ai Nuggets non è bastato affidarsi al serbo Nikola Jokic, che è uno dei migliori due o tre cestisti al mondo e che quest’anno ha anche fatto la sua miglior stagione in carriera.
Jokic ha 30 anni e gioca in NBA dal 2015, quando fu preso proprio dai Nuggets. Alto 211 centimetri e pesante 129 chili, è il giocatore che statisticamente ha meglio recepito il nuovo ruolo del centro in NBA. Non è solo un “big man”, come si definiva il centro alto e grosso che fino agli anni Novanta giocava principalmente sotto il canestro per prendere i rimbalzi (cioè i recuperi di palla dopo un tiro) e segnare o bloccare i tiri degli avversari: è anche capace di passare la palla agilmente e di tirare bene, aiutando quindi nella costruzione del gioco. Grazie alla sua stazza e alla capacità di usarla a suo vantaggio non è per nulla facile da marcare.
Ma la qualità principale che viene riconosciuta a Jokic è la sua intelligenza in campo: il sito specializzato The Ringer l’ha definito un «genio» e ha parlato della sua grande capacità di cogliere sempre il momento giusto nell’organizzare l’attacco della squadra e di passare la palla anche quando la sua visuale è molto limitata.









