Elly Schlein ha provato a stanare Giorgia Meloni: "Mi aspetto di sapere che cosa farà" ai referendum, "troverei grave se la presidente del consiglio non andasse a votare".

La partita fra maggioranza e opposizione si gioca sul quorum: il centrodestra lancia inviti a "stare a casa", mentre le opposizioni stanno portando avanti una campagna per spingere l'affluenza. Che FdI sia per l'astensione è noto, ma Meloni - da capo del governo - non si è mai espressa. E allora Schlein ha provato a farla venire allo scoperto. "Io ho sempre votato - ha detto la segretaria Pd - anche referendum che non condividevo". Il fattore quorum è molto legato al tema informazione. Un'altra battaglia che sta impegnando i sostenitori dei referendum.

"La Vigilanza - ha detto la presidente della commissione, Barbara Floridia, esponente cinque stelle - vede di fatto impedito il suo ruolo di controllo e un effettivo monitoraggio" sulla copertura che il servizio pubblico sta dando all'appuntamento dell' 8 e 9 giugno. "È una scelta gravissima della maggioranza". La Rai si è difesa: l'Osservatorio di Pavia "sottolinea quanto la visibilità dei temi referendari abbia una tendenza crescente, sia nei programmi di approfondimento che nei Tg". Ma i promotori non ne sono per niente convinti. I quesiti sono cinque, quattro della Cgil sul lavoro, per l'abolizione del jobs act. "Quello che stiamo registrando - ha detto il segretario della Cgil, Maurizio Landini - è la congiura del silenzio, molti organi di informazione stanno tentando di mettere il silenziatore ai temi del referendum". L'altro quesito mira a ridurre da 10 a 5 gli anni necessari a ottenere la cittadinanza italiana ed è stato lanciato da un comitato di cui fa parte Più Europa.