“L’Italia deve colmare il divario competitivo”

Roma, 20 mag. – L’annuncio della sospensione per 90 giorni delle principali imposizioni doganali tra Stati Uniti e Cina, con una riduzione dei dazi rispettivamente dal 145% al 30% e dal 125% al 10%, rappresenta un segnale positivo per i mercati globali, ma non deve indurre a sottovalutare le tensioni strutturali che ancora minacciano la logistica internazionale. A sostenerlo è il Freight Leaders Council, il think tank tecnico che riunisce i principali protagonisti del mondo dei trasporti e della logistica in Italia.

“Non è una pace duratura, ma una finestra strategica. – dichiara Massimo Marciani, presidente dell’Associazione – Se vogliamo cogliere le opportunità che la ridefinizione dei flussi internazionali può offrire, dobbiamo affrontare da subito i nodi strutturali del nostro sistema logistico. A partire dal divario fiscale che rende meno attrattivi i porti italiani.”

L’impatto delle recenti politiche tariffarie statunitensi ha già avuto effetti tangibili: l’introduzione di dazi fino al 145% sulle merci cinesi ha generato un forte rallentamento dei traffici, con una previsione di riduzione delle importazioni del 35% nei principali porti statunitensi, tra cui Los Angeles e Long Beach, e contrazioni significative anche sulla costa orientale, nei porti di New York e New Jersey. Secondo la World Trade Organization, in assenza di un’intesa, il commercio tra USA e Cina avrebbe potuto subire una contrazione fino all’80%, con conseguenze devastanti per le aziende collegate alle catene di approvvigionamento internazionali.