Container (e stavolta anche navi) nei posti sbagliati, porti congestionati da picchi di attività improvvisi, ritardi nelle consegne di merce e ovviamente noli marittimi in salita, che vanno a pesare sui costi delle imprese esportatrici.
Potrebbe essere questo l’effetto collaterale della tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina: una replica di quanto era accaduto a causa della pandemia da Covid, sia pure in scala minore, con difficoltà che in questo caso si manifesteranno probabilmente a macchia di leopardo, in modo più accentuato negli Usa e meno – ma con sfumature diverse – nel resto del mondo.
L’intesa siglata lunedì 12 da Donald Trump e dal presidente cinese Xi Jinping, per quanto temporanea, è stata accolta con sollievo dai mercati: per 90 giorni a partire dal 14 maggio i due Paesi hanno concordato di ridurre di oltre il 100% i pesantissimi dazi che...






