Dopo i “Moti” della scorsa stagione, è “Rivoluzioni” il tema della diciannovesima edizione del festival MiTo, che dal 3 al 18 settembre animerà con 67 concerti e appuntamenti - tutti legati al tema e tutti accessibili, anche per il portafoglio - in luoghi iconici o originali di Milano e Torino. Non solo il Lingotto, dunque, dove il 3 settembre la rassegna si aprirà con il concerto della Filarmonica della Scala diretta da Myung-Whun Chung con il pianista Mao Fujita, o il teatro alla Scala dove il giorno dopo sir Antonio Pappano darà il là ai concerti milanesi con la London Symphony Orchestra e il pianista Seon-Jin Cho, ma anche il Museo di strumenti musicali del Castello Sforzesco, il Museo di arte contemporanea del Castello di Rivoli e ancora a Torino l'auditorium del grattacielo di Intesa Sanpaolo, che della rassegna è presenting partner.
Sono quattro le direttrici in cui il direttore artistico Giorgio Battistelli ha deciso di declinare il tema, due dei quali legati a degli anniversari. 'Mitja e gli altri' si riferisce al cinquantesimo dalla morte di Dmitrij Sostakovic, di cui sono in programma sinfonie e l'integrale dei quartetti, accostato a suoi contemporanei come Weinberg e Kancheli. “Berio e le avanguardie” è invece un tributo a Luciano Berio a cento anni dalla nascita. Le sue composizioni sono accostate a quelle di altri compositori come John Cage e Julius Eastman (a lui è dedicato “Without Blood There Is No Cause - The Body of Julius Eastman”, spettacolo con le sue musiche la regia di Fabio Cherstich e i video di Francesco Sileo, in programma il 16 alle Officine Caos di Torino). E anche a prime assolute come quelle di “In tempore Belli” di Marcello Filotei e Gnosis di Salvatore Frega, che sono due commissioni del festival e verranno eseguite in contemporanea l'11 settembre a Milano rispettivamente al Teatro Dal Verme e al Conservatorio.







