La piattaforma ChemoID rappresenta una svolta nel campo della medicina di precisione, evidenziando come la diagnostica funzionale possa perfezionare le scelte terapeutiche in base alla biologia tumorale unica di ogni paziente e offrendo un percorso di trattamento più personalizzato.
La pubblicazione dello studio ChemoID sulla prestigiosa rivista Nature Partner Journal “Precision Oncology” sottolinea la potenzialità del test ChemoID di trasformare le pratiche cliniche oncologiche. Il nuovo studio di fase 3, infatti, descrive che un test sulle cellule staminali tumorali può scegliere con precisione trattamenti più efficaci e portare a risultati migliori per le pazienti con tumore ovarico resistente al platino.
Il medico e ricercatore Thomas Herzog, vicedirettore dell’University of Cincinnati Cancer Center e primo autore dello studio di fase 3 uscito sulla testata npj “Precision Oncology”, afferma che il cancro ovarico epiteliale spesso risponde inizialmente al trattamento chemioterapico e poi entra in un periodo di resistenza alla terapia e di ricrescita del tumore. «Ciò è dovuto in parte alla selezione e alla riattivazione delle cellule staminali tumorali (CSC), che ricostruiscono e riparano il tumore dai danni causati dalla chemioterapia», chiarisce Herzog, che è anche professore di Oncologia ginecologica presso l’UC College of Medicine e direttore del Gynecologic Cancer Disease Center dell’UC Health.







