Di sfide estreme appassionato da sempre e ne ha affrontate, e vinte, tante. Forse per questo che Bertrand Piccard ha deciso di cimentarsi in un’altra battaglia che molti ritengono impossibile ma che va necessariamente vinta: la difesa di un pianeta sempre pi minacciato dalle attività degli umani. Piccard la chiama "esplorazione al servizio della sostenibilità” ed convinto che possa essere un tassello importante per spingere il mondo verso la transizione ecologica. “Grandi sfide attendono l’umanità — dice — sfide che apriranno la scienza a nuovi orizzonti: ma l’obiettivo non sarà tanto la conquista di territori sconosciuti, quanto riuscire a preservare il Pianeta di fronte alle minacce che incombono, per poterci vivere meglio”.
L’esplorazione il filo rosso che lo collega al nonno Auguste e al padre Jacques, il primo a scendere con un batiscafo nella Fossa delle Marianne a 11 mila metri di profondità, peraltro scoprendo un pesce laddove si credeva ci fosse il deserto e che con questo bloccò lo sversamento di rifiuti tossici e radioattivi negli oceani. Bertrand all’esplorazione classica del XX secolo aggiunge l’impronta ecologica e così il 27 luglio 2016, a poco pi di un anno dalla partenza, atterra ad Abu Dabi con Solar Impulse, un aereo a propulsione solare “senza nemmeno una goccia di carburante”, smentendo tutte le previsioni. "Quando presentai questo progetto al mondo dellaviazione - racconta - impiegarono 6 minuti per dirmi che era impossibile”.







