«Quando ci sono state occasioni di confronto non hanno mai avuto riguardo per le mie posizioni, non mi hanno mai considerato una persona con cui condividere idee e opinioni. Venivo solo additato come un pericoloso fascista, ero un traditore della comunità». Si è sentito discriminato per le sue idee politiche Giovanni Ottomano, 27 anni, membro della segreteria cittadina di Fratelli d’Italia a Vicenza. Trattato con sospetto perché militante di centrodestra. Assieme al coordinatore Alessandro Benigno, nei giorni scorsi, ha contestato il patrocinio del Comune a un convegno organizzato per la giornata internazionale contro l’omotransfobia: «L’acronimo Lgbtqia+ è un’etichetta - dice -, crea categorie, la persona viene qualificata solo per le proprie preferenze sessuali».