Le discussioni, degenerate in polemica, erano scontate dopo la scomparsa della «sporca dozzina», svanita da un giorno all’altro dalle strade della città. Dodici cestini della spazzatura sugli 800 presenti a Seregno, che il sindaco Alberto Rossi (centrosinistra), ha deciso di far rimuovere. Un gesto a metà tra provocazione e proposta concreta, per sensibilizzare sul tema della pulizia e del decoro urbano, sempre più messo a repentaglio dal fenomeno delle «piccole discariche» urbane. Al loro posto — e qui sta la mossa di comunicazione — è stato esposto un cartello che riproduce un bidone dell’immondizia con occhi indispettiti che annuncia «lo sciopero del cestino».

Un messaggio «rivolto a chi non li usa correttamente», dice il sindaco. «I cestini non possono essere usati per la differenziata, e invece vengono riempiti con i sacchetti dell’umido di casa e con altri rifiuti. A quel punto abbiamo deciso di toglierli, ma parlando ai cittadini. Il monito riportato sui manifesti è semplice: «Se non mi usi correttamente, potrei anche non tornare più».