La premessa è d’obbligo: Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. La sentenza è irrevocabile, attualmente in stato di esecuzione (Stasi sta scontando la pena), pienamente conforme in tutte le procedure che l’hanno generata e ampiamente motivata dai giudici di più ordini e gradi.
Detto questo quali sono le condizioni per cui Stasi possa provare una sua eventuale non colpevolezza per un delitto per il quale è già stato condannato con sentenza granitica passata in giudicato?
Garlasco, il legale di Stasi: "Nessun colpo di scena"
L’eventualità è disciplinata dall’istituto della revisione normato dall’articolo 630 del codice di procedura penale. Una procedura rigida articolata in quattro presupposti, tre dei quali non riguardano il caso Stasi, compresa ad esempio l’eventualità (non sussistente nella pronuncia in questione “che la condanna sia stata pronunciata in conseguenza di falsità in atti) ma che rimane garantista “se dopo la condanna sono sopravvenute o si scoprono nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il condannato deve essere prosciolto a norma dell'articolo”. Il punto è questo e non vi è al momento margine alcuno per immaginare questo scenario (anche per manifesta espressione dei legali di Stasi).






