Ad aprire il Festival di Cannes, qualche giorno fa, è stata la commedia musicale «Partir un jour» che racconta, senza volerlo, uno stato d’animo centrale nella Francia contemporanea. Una chef di successo che vive a Parigi dopo tanto tempo torna a casa, nella bettola per camionisti tenuta dai genitori, perché il padre ha avuto un infarto e lei vuole dare una mano. Cécile alza spesso gli occhi al cielo, la carne è troppo cotta e accompagnata dalle eterne patate fritte, ma incontra i vecchi amici e soprattutto Raphaël, l’amore delle medie, che è rimasto nel paesino e fa il meccanico. È il tema, ormai ubiquo e martellante in Francia, dei «transfughi di classe», cioè delle persone che si sono allontanate dalle origini provinciali e modeste. Un’ascesa in realtà sempre meno frequente, perché l’ascensore sociale è rotto anche qui.