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Al primo turno delle elezioni presidenziali in Polonia i due candidati più votati sono stati il candidato del blocco di centrodestra al governo, Rafał Trzaskowski, e quello del partito sovranista e di estrema destra Diritto e Giustizia (PiS), Karol Nawrocki: Trzaskowski ha preso il 31,4 per cento dei voti, e Nawrocki intorno il 29,5 per cento. Ci sarà quindi un ballottaggio tra loro due, il primo giugno.

L’incognita principale di quest’elezione era chi sarebbe andato al ballottaggio: il favorito assieme a questi due era Sławomir Mentzen, il candidato di Confederazione, un partito con posizioni ancora più a destra di PiS, che però si è fermato al 15 per cento. Già prima che venissero comunicati i risultati ufficiali, e con i soli exit poll a disposizione, Mentzen aveva riconosciuto la sconfitta, e aveva detto che a breve avrebbe indicato ai suoi sostenitori chi votare al ballottaggio.

Il candidato di Diritto e Giustizia, Karol Nawrocki, festeggia dopo la diffusione degli exit poll, il 18 maggio a Gdansk (AP Photo/Wojciech Strozyk)

Trzaskowski è espresso da Coalizione Civica, di cui fa parte anche il primo ministro Donald Tusk. È sindaco di Varsavia, è un politico noto e rispettato da anni ed era primo nei sondaggi: si rivolgeva anche alle parti più progressiste dell’elettorato, ma recentemente aveva spostato sensibilmente a destra le sue posizioni, in particolare su temi come la sicurezza e l’immigrazione che ritiene siano i punti forti dei suoi principali avversari. Questo riposizionamento, evidente anche nella ritrosia a parlare di aborto e della comunità LGBT+, potrebbe però alienargli un pezzo dell’elettorato progressista, specie donne e giovani, che fu determinante per portare Coalizione Civica al governo.