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In Romania l’europeista Nicușor Dan ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali contro il sovranista George Simion. Dan ha ottenuto il 53,6 per cento di voti e Simion il 46,4 per cento. Al secondo turno hanno votato molte più persone che al primo, e questo probabilmente ha fatto la differenza. Il dato finale dell’affluenza è stato del 64,72 per cento, il più alto degli ultimi vent’anni, ben superiore a quella del primo turno che era stata del 53,2 per cento. Complessivamente hanno votato più di 11 milioni e mezzo di elettori ed elettrici, rispetto ai 9,4 milioni di due settimane fa.

Gli analisti si aspettavano che una grossa partecipazione e mobilitazione – mosse dal timore di un presidente di estrema destra come Simion, che aveva vinto nettamente il primo turno – avrebbero potuto favorire Dan, come sembra sia avvenuto.

Festeggiamenti a Bucarest per il primo posto di Dan, il 18 maggio (AP Photo/Vadim Ghirda)

Dan ha 55 anni, un dottorato in Matematica e ha studiato anche alla Sorbona di Parigi. È conosciuto soprattutto perché dal 2020 è sindaco della capitale Bucarest (l’anno scorso è stato rieletto). Anche per quest’incarico si era candidato come indipendente dopo essersi distinto come attivista nelle campagne contro la corruzione, locale e nazionale, e per salvare «dagli squali immobiliaristi» i palazzi storici.