Fine settimana di elezioni in Europa. La sorpresa più rilevante arriva dalla Romania, dove il sindaco di Bucarest, Nicușor Dan, ha vinto il ballottaggio presidenziale battendo George Simion, leader del partito nazionalista e filorusso Aur. Una vittoria dal peso politico rilevante, soprattutto in un paese dove appena pochi mesi fa la corte costituzionale aveva annullato le precedenti elezioni presidenziali per sospette interferenze russe. Simion, che al primo turno era arrivato in testa, era stato accolto appena una settimana fa a Roma al vertice dei Conservatori europei, dove aveva incontrato Giorgia Meloni e gli altri leader del gruppo Ecr per rafforzare le alleanze sovraniste nel continente.

Anche in Polonia si è votato per eleggere il nuovo presidente. Il primo turno ha visto un serrato confronto tra Rafał Trzaskowski, sindaco di Varsavia e figura di riferimento del fronte liberal-europeista, e Karol Nawrocki, storico di orientamento nazionalista, sostenuto dai conservatori di Diritto e Giustizia. Stando agli exit poll (i risultati ufficiali sono attesi in serata), entrambi avrebbero ottenuto circa il 30% dei consensi, senza riuscire a superare la soglia necessaria per la vittoria al primo turno. Decisiva potrebbe rivelarsi la posizione di Sławomir Mentzen, candidato dell’estrema destra fermo al 15%, che nei prossimi giorni potrebbe annunciare il proprio sostegno a Nawrocki in vista del ballottaggio del 1° giugno. In Portogallo, intanto, si sono tenute ieri le elezioni parlamentari anticipate, convocate dopo lo scandalo di conflitto d’interessi che ha travolto il premier Luís Montenegro. L’Alleanza democratica, coalizione di centrodestra, si è confermata prima forza del paese, ma non dispone di una maggioranza autonoma e sarà costretta a cercare alleati per formare un governo. Rilevante l’avanzata dell’estrema destra di Chega, che ha sfiorato i socialisti e si è affermata come terzo polo.