(di Angelo Cerulo) LORIS PORCIELLO, 'RITMO DI SPERANZA' (ALBATROS, PP.

55, 13,90 euro) Un racconto in una Napoli tutta da vivere con gli occhi di un ragazzo che cerca, e in parte ottiene, di cambiare il proprio destino lottando con tutte le sue forze per percorrere una via alternativa alla criminalità e al carcere in un'altalena di emozioni e di fasi della vita.

Fino all'esito, drammatico, di un passato che si materializza nell'amico che lo ha tradito e pone fine alle sue speranze e ai suoi giorni sotto gli occhi del suo amore. E' questa la traccia del romanzo di esordio di Loris Porciello, 27 anni, pubblicista napoletano che si divide fra il lavoro di barman e l'attività di scrittore col sogno di fare il giornalista di professione. Su quale sfondo? "La mia intenzione - dice all'ANSA - è stata quella di tentare di 'esplorare' temi di resilienza e rinascita attraverso una narrazione nella quale l'aspetto umano prevale su ogni altra considerazione".

Narrazione intensa, veloce, linguaggio in prima persona, senza pause che avvolge il lettore in uno spazio calato nel tempo di una Napoli moderna ma in qualche modo replicabile con stati d'animo e contesti anche in altre stagioni della città partenopea.