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Nel corso dell’ultima breve crisi tra India e Pakistan (concretamente: una serie di bombardamenti, lanci di missili e attacchi con droni reciproci durati in tutto quattro giorni) la Turchia è stata tra i pochi paesi a esprimere un sostegno esplicito al Pakistan. I due paesi si sono del resto molto avvicinati negli ultimi anni, soprattutto grazie ad accordi commerciali nel settore delle armi. Questa presa di posizione dunque non era inattesa, ma ha comunque provocato un netto raffreddamento dei rapporti tra Turchia e India, già non particolarmente buoni: ora stanno sfociando in una serie di iniziative, sia governative che di privati, mirate deliberatamente a colpire l’economia turca.

La prima e più concreta riguarda il settore dei voli commerciali. Giovedì scorso l’India ha revocato l’autorizzazione a operare sul proprio territorio alla Celebi Airport Services, una società turca che si occupa di servizi di assistenza a terra in nove aeroporti indiani, tra cui anche i grandi scali di New Delhi e Mumbai. Il governo ha citato motivi di sicurezza nazionale, ma secondo l’azienda le ragioni sono «vaghe» e non circostanziate. Venerdì Celebi ha avviato un’azione legale contro la decisione del governo indiano, chiedendo all’Alta Corte di Delhi di annullarla e adducendo come motivazione anche la tutela di oltre 3.700 posti di lavoro in India.