Una mappa delle imprenditrici italiane, da Nord a Sud, di diverse generazioni, affermate in una pluralità di settori – dalla moda al turismo, dalla produzione di vino alla valigeria, dall’arte orafa al cinema – compresi quelli ritenuti più tipicamente maschili, come la meccanica o lo smaltimento dei rifiuti: una mostra le presenta a Roma, a Palazzo Piacentini, promossa dal Ministero delle Imprese con la Fondazione Bellisario.

Un’area con pannelli esplicativi, immagini e oggetti ci porta nel cuore del Made in Italy unito alla leadership femminile: si va via con un’iniezione di fiducia e ottimismo per le nuove generazioni, pur nella consapevolezza delle tante difficoltà e disparità di genere che ancora, nel 2025, pesano sulle donne nel nostro Paese (e non solo). Lo sintetizza bene Chiara Pertosa, 44 anni, imprenditrice dell’aerospaziale e Ceo di Sitael, nella frase che accompagna la sua presentazione (ogni pannello è arricchito da un pensiero che identifica ciascuna): «Se vogliamo esplorare nuovi orizzonti nello Spazio, dobbiamo prima abbattere le barriere sulla Terra. Inclusione e diversità sono il propellente del progresso tecnologico».

La mostra non ha un andamento cronologico né le protagoniste sono state scelte in base alla dimensione dell’azienda (come dimostra la liutaia Ester Passiatore, imprenditrice di sé stessa). L’idea è quella di mettere in evidenza il talento, la creatività e la capacità di affermarsi delle donne nel fare impresa. Le pioniere, come Luisa Spagnoli e Adele Fendi, si affiancano alle donne di oggi: il loro minimo comune denominatore resta l’eleganza, lo sguardo moderno, l’innovazione. Una piccola borsa rigida di Furla, guidata dalla presidente Giovanna Furlanetto, è stata creata nel 1927 ma sembra nata oggi. Le bottiglie di vino di Cobalto, amministrata da Sandra Palombo, portano i segni dei sedimenti marini dopo la loro originale maturazione in mare, a quasi quaranta metri di profondità. Colpiscono anche le collane sarde di pane, donate alle spose e realizzate con una tecnica antica, tramandata nel tempo: se ne scorge uno splendido esemplare proposto accanto alla presentazione della tour operator Angela Fadda, che ricorda come «le donne sono le madri del viaggio, ma spesso non vengono riconosciute nel loro ruolo». Né poteva mancare Maria Cristina Fogazzi, ovvero “l’estetista cinica”, con la sua Veralab: la bresciana – partita da Instagram – ha costruito un impero con i prodotti per la cura del corpo, un successo tale che Mattel le ha dedicato una Barbie. All’ingresso si è accolti da un grande baule di un azzurro intenso, esposto in verticale, con dentro cassetti e ripiani. Ha quasi le sembianze di un piccolo armadio e porta la firma delle sorelle Roncato. Così come la scarpa che illustra questa pagina pare creata ad hoc per una mostra sul Made in Italy, ma è uno dei prodotti di Giorgia Caovilla, figlia di René, celebre luxury designer delle calzature, e fondatrice della linea O Jour.