Ci volevano le Strade Bianche, con l’arrivo vincente del fiammingo Wout Van Aert nella piazza Del Campo di Siena, per rivoluzionare il Giro d’Italia.

Nella polvere alla fine si è vista la luce. E la luce ci dice che finalmente, dopo tanta melina, i big della corsa hanno dato battaglia. Ci eravamo lamentati, accusandoli di giocare a nascondersi, di tirar a campare, e invece, nella tanto attesa tappa dei terribili sterrati di Siena, è arrivato un botto potentissimo che sconvolge la classifica lasciando sul campo vincitori e vinti, tra i quali il nostro Diego Ulissi che dopo l’exploit di sabato, come si prevedeva, ha dovuto cedere la maglia rosa. Nulla di grave, la sua impresa l’aveva già fatta.

Proviamo allora a mettere in fila le novità di una frazione piena di colpi di scena, di attacchi, di polvere, cadute e forature. La prima novità, a parte la splendido successo di tappa di Van Aert, tornato alla vittoria dopo mille critiche e punzecchiature (“l’eterno secondo” come Raymond Poulidor e Tano Belloni), la prima vera novità, quasi un blitz, è la conquista della maglia rosa da parte del messicano Isaac del Toro, autentico mattatore di una giornata che l’ha visto sempre in prima fila mettendo anche in discussione, nella Uae Emirates, la leadership, di Juan Ayuso, il baby talento spagnolo capitano, almeno alla vigilia, della squadra.