Radici quadrate, frazioni, numeri, calcoli combinatori, simboli, segni, esercizi di logica, problemi, operazioni e teoremi. Benvenuti nel magico mondo della matematica: oggi alle 9, negli spazi dell’edificio 19 dell’Università di Palermo, in viale delle Scienze, piccoli e grandi pitagorici si sfideranno nella finale dei “Giochi matematici del Mediterraneo”, la competizione nazionale organizzata dall’Accademia italiana per la promozione della matematica (Aipm), nel corso della quale parteciperanno 900 ragazzi provenienti da diverse parti d’Italia e d’Europa. Una trentina gli studenti di Palermo e provincia. «Alcuni di loro frequentano le scuole italiane nei paesi europei in cui vivono — spiega il professore Franco Lunardi, presidente dell’Accademia — ma ce ne sono altri che affronteranno i quesiti online perché abitano in posti lontani come l’Iran, la Nigeria o l’Australia».

I ragazzi e le ragazze impegnati nella competizione provengono dalle scuole primarie, medie e superiori e per arrivare sin qui hanno superato le selezioni regionali. Tra loro, c’è chi non sta più sulla pelle e ha deciso di trascorrere il pomeriggio a ripassare ed esercitarsi. Ma c’è chi, al contrario, pensa che la competizione sia solo un gioco e come tale bisogna considerarla. È il caso di Gabriele Patti, 11 anni, alunno della prima media dell’Istituto Don Milani, che ieri non ha voluto rinunciare alla gita scolastica al bosco di Ficuzza. «Mi piace svolgere i problemi — dice Gabriele — io studierei sempre questa materia perché per me è una vera passione. Mi piace usare la logica e quando non riesco a trovare la soluzione non mi arrabbio, ma, al contrario, cerco di svolgere il compito al meglio concentrandomi per risolverlo perché se mi arrabbiassi non riuscirei ad andare avanti».