Nelle sue uscite internazionali si mostra più europeista dell’ungherese Orbán e filo atlantico come la premier Meloni. Ma in patria George Simion -rampante leader del partito di estrema destra Aur nonché vincitore del primo turno poi annullato delle elezioni - sembra non aver allentato per nulla i suoi legami con i neo legionari e i loro simpatizzanti di estrema destra, soprattutto nella regione dove ha registrato, anche il 4 maggio, la più alta percentuale di consensi: la Dobrugia, bagnata dal Danubio e affacciata sul Mar Nero.