In Romania, a pochi giorni dal ballottaggio delle presidenziali di domenica, i sondaggi indicano un testa a testa tra il candidato dell'ultradestra, George Simion, affermatosi al primo turno, e il sindaco centrista di Bucarest, Nicușor Dan, giunto secondo, con un risultato di poco migliore rispetto al candidato governativo Crin Antonescu.
Le rilevazioni li danno infatti entrambi attorno al 48%-52%, rendendo il risultato finale altamente incerto.
Decisivo potrebbe essere il voto della diaspora, che ha registrato una partecipazione record al primo turno.
Nell'unico dibattito televisivo svoltosi fra i due sfidanti, Dan ha difeso l'orientamento filo-europeo e istituzionale del Paese, mentre Simion ha rilanciato un'agenda nazionalista e critica verso l'Ue e la Nato. La televisione nazionale romena Tvr ha organizzato per stasera un dibattito con Dan e per domani sera uno con Simion. Nel primo turno del 4 maggio scorso, Simion aveva vinto largamente con quasi il 41% dei voti, distanziando di venti punti Dan, al quale era andato poco meno del 21%. Con l'elettorato diviso e molti indecisi, il ballottaggio si preannuncia come un vero referendum sul futuro politico e internazionale della Romania.














