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Domenica in Portogallo si vota per rinnovare il parlamento. Sono elezioni anticipate, convocate dopo la caduta del governo di minoranza di Luís Montenegro, ma che stando ai sondaggi non risolveranno il problema che condiziona la politica portoghese da anni: la cronica instabilità dovuta a un parlamento senza una chiara maggioranza. Sono infatti le terze elezioni consecutive che vengono anticipate prima della fine naturale della legislatura.
Uno dei motivi è il sistema elettorale portoghese, un proporzionale, che favorisce quindi la rappresentatività a scapito della governabilità. Negli anni l’entrata in parlamento di molti partiti ha eroso i consensi delle forze politiche più tradizionali, forzando alleanze larghe o costringendo alla creazione di governi di minoranza, come nel caso di quello di Montenegro.
Un altro motivo, più rilevante per gli sviluppi politici recenti portoghesi, sono gli scandali che hanno fatto cadere i due ultimi governi.
Montenegro era stato accusato dall’opposizione di conflitto di interessi per il suo coinvolgimento in una società che aveva tra i propri clienti anche aziende che lavoravano col governo. Il primo ministro precedente, lo storico leader del partito Socialista Antonio Costa (oggi presidente del Consiglio europeo), si era dimesso dopo aver scoperto di essere indagato per corruzione. Le accuse contro Costa erano poi state archiviate sulla base di uno scambio di persona, ma ormai il presidente Marcelo Rebelo de Sousa aveva indetto nuove elezioni.











