Un insospettabile, figlio e fratello di dirigenti dell’Hezbollah, molto noto perché cantante. Ma anche presunta spia. È la storia di Mohammed Saleh, arrestato in Libano perché accusato di aver collaborato con il Mossad, cattura parte di una retata più ampia con numerosi sospettati finiti in prigione. Il caso ha provocato sorpresa per il suo nome. Carismatico, con ottimi contatti all’interno della realtà sciita e nel movimento guerrigliero, conosceva personalmente persone vicine ai capi e ciò gli avrebbe permesso di conquistare la fiducia ma anche di «rastrellare» informazioni.
Saleh, il cantante che spiava Hezbollah: i 23 mila euro dal Mossad e ora l'arresto in Libano
Il doppio gioco scoperto dopo una denuncia per frode: sarebbe legato a diversi omicidi mirati nel «partito di Dio»








