Due anni fa in Romagna l’alluvione tentava di cancellare il Sale Dolce di Cervia. Oggi, quel sale si prepara a tornare esattamente dove è sempre stato: tra le mani dei salinari, nei profumi delle cucine dell’Adriatico, nei mercati della Romagna e presto nei supermercati d’Italia. Così a Cervia è ufficialmente ripartita la vendita del “dolce” oro bianco, fiore all’occhiello della tradizione romagnola e simbolo di una comunità che non ha mai smesso di resistere nemmeno sotto l’acqua dell’alluvione. I primi lotti del nuovo raccolto sono già acquistabili nei luoghi simbolici della salina: lo shop storico, le Terme di Cervia, il Centro Visite e la Locanda Acervum.

Per agosto la produzione dovrebbe tornare a regime, con la distribuzione anche negli esercizi commerciali della zona e poi su scala regionale e nazionale, riportando l’oro bianco sulle tavole di chi lo ha sempre riconosciuto come un prodotto di qualità e identità. Il cammino fin qui non è stato semplice. I danni provocati dall’alluvione sono stati ingenti: impianti devastati, raccolta annullata, strutture compromesse. Come racconta Giuseppe Pomicetti, presidente del Parco della Salina di Cervia: «Da quel 17 maggio 2023 l’acqua è rimasta per quaranta giorni nella nostra salina e ha distrutto tutto: macchinari, uffici, scorte. La raccolta 2023 è andata persa e quella del 2024 è cominciata in ritardo. Ma oggi ripartiamo con cautela e speranza. I lavoratori stanno tornando operativi, la comunità ci ha sostenuto e il sale, nella sua purezza e dolcezza, è rimasto intatto. I prezzi restano stabili, salvo piccoli adeguamenti legati al rincaro delle materie prime».