A dodici anni dalla precedente, la Regione Puglia tenta la riforma del piano regionale delle coste. Ma la rivoluzione si blocca subito per le proteste dei Comuni. Il motivo? Nella bozza di legge, presentata ieri mattina dal consigliere regionale delegato all’Urbanistica Stefano Lacatena, si prevedeva che il 50 % del demanio marittimo fosse concesso agli operatori balneari e l’altro 50 rimasse pubblico. Con la legislazione attualmente in vigore, la parte liberamente fruibile dai cittadini è al 60 per cento, i lidi occupano il 40. I sindaci hanno protestato perché significherebbe dare più spazio ai privati. E così la misura è stata, per il momento, congelata.