«Veri credenti». Così Stan Lee chiamava gli appassionati della Marvel. Ma lo sono anche molti fan dell’Eternauta, capolavoro della cosiddetta «historieta» (il fumetto argentino) che per altri versi ha ben poco in comune con i comics di Spider-Man o degli X-Men.
Creato nel 1957 dallo sceneggiatore Héctor Germán Oesterheld e dal disegnatore Francisco Solano Lopez L’Eternauta è un autentico fumetto di culto, non solo in Argentina, e adesso su Netflix ne è arrivata l’attesa versione televisiva con una prima stagione in sei puntate.
Nel fumetto uno strano individuo si materializza nello studio di uno scrittore (lo stesso Oesterheld). È Juan Salvo, detto l’Eternauta, cioè un navigatore del tempo (o «vagabondo dell’infinito» per dirlo poeticamente) che passa tutta la notte a raccontare la sua storia, iniziata una notte a Buenos Aires durante una insolita nevicata.
Non è vera neve, uccide chiunque ne venga toccato, i sopravvissuti, fra i quali lo stesso Juan Salvo, la moglie Elena, la figlia Martita e alcuni loro amici (come il professore universitario Favalli) costruiscono tute e respiratori per poter uscire, visto che la neve uccide solo se è allo stato solido. Nel corso della vicenda si scopre che si tratta di una invasione aliena e che ci sono vari tipi di nemici: gli uomini robot, umani con sulla nuca degli impianti che li obbligano combattere contro i terrestri, i mostruosi Gurbo, i Mano, alieni umanoidi con innestata una ghiandola che li fa morire al manifestarsi della paura e i Loro, i veri leader, che non si vedono mai.






