A Basilea va in scena l’Eurovision Song Contest (stasera alle 21 la finale, in diretta su Rai 1 e in contemporanea su Rai Radio 2 e RaiPlay) e la città è tappezzata di cartelloni che recitano: All you need is Basel. La storia dietro questo slogan di ispirazione beatlesiana è curiosa e poco nota: nel 1967 due capolavori di Picasso - I due fratelli e Arlecchino seduto, in prestito al Kunstmuseum Basel - rischiavano di essere venduti all’estero dal proprietario, collezionista finito in bolletta. I giovani della città si mobilitarono: raccolsero firme, sfilarono in piazza e, al grido di “All you need is Pablo”, convinsero i cittadini a votare un referendum. L’amministrazione cantonale stanziò oltre sei milioni di franchi per acquistare i quadri e tenerli in città. Picasso, commosso, donò altre quattro opere.
Non è solo una bella storia: è un indizio di quanto Basilea prenda sul serio - e con passione - l’arte, in tutte le sue forme. Così, mentre alla St. Jakobshalle si accendono le luci dello show più glitterato della tv, la città intera si lascia trascinare: come allora per i quadri, oggi per la musica. Con la convinzione che l’arte, sì, sia una cosa seria, ma anche una cosa da festeggiare, con l’entusiasmo dovuto.











