Platea più larga tra i Comuni beneficiari, anticipi più consistenti e maggiore flessibilità nei tempi di entrata in esercizio degli impianti agevolati: sono queste le principali novità del nuovo decreto che allarga le maglie per accedere agli incentivi destinati alle comunità energetiche rinnovabili e alle configurazioni di autoconsumo. Il documento è stato firmato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha rimodulato le regole fissate nel 2023. «Abbiamo lavorato per migliorare l’orientamento dello strumento di incentivazione con l’obiettivo di facilitare e ampliare la platea dei beneficiari», ha spiegato Pichetto Fratin.
Si allarga la platea dei Comuni
Ma andiamo con ordine. La novità principale riguarda, come detto, i Comuni che potranno beneficiare della misura di sostegno contenuta nel Pnrr dove, vale la pena di ricordarlo, è prevista l’erogazione di un contributo a fondo perduto fino a un massimo del 40% delle spese ammissibili. Il decreto modifica l’asticella dei Comuni ammessi al sostegno: non più solo quelli con popolazione inferiore ai 5mila abitanti, ma limite portato fino a 50mila abitanti.
Più flessibilità nei tempi di entrata di esercizio degli impianti







