È morto da poco meno di due anni ma Francesco Nuti rimane uno degli attori più amati dal pubblico con il suo cinema sentimentale tra ironia e romanticismo e i suoi protagonisti imperfetti. In quello che oggi, 17 maggio, sarebbe stato il suo settantesimo compleanno si moltiplicano le iniziative nella sua città d’origine, Prato, con flash mob, l’inaugurazione di una panchina dedicata a Caruso Pascoski (di padre polacco) e la proiezione di Tutta colpa del paradiso per il quarantesimo anniversario dall’uscita.

A questo film, di cui era anche regista, Nuti era particolarmente affezionato come ha avuto modo di raccontare l’amico Giovanni Veronesi. “Tutto era nato da una conversazione con Francesco, eravamo stati a parlare fino alle due di notte sul terrazzino del residence con lui che mi raccontava che forse era arrivato il momento nella sua vita per avere un figlio – ha ricordato Veronesi, autore della sceneggiatura con Nuti – E io, che sapevo della sua ambizione, del suo desiderio di fare carriera ho pensato che forse per lui in realtà era arrivato il momento di diventare padre al cinema, di fare una prova su come si è papà in un film prima di farlo veramente”.

A cielo aperto / Giovanni Veronesi: "Io sulla poltrona di Francesco Nuti, la sua assenza un dolore che porto con me" - parte prima