C' è anche il movimento omosessuale, non ci sono solo l' auto, la moda, la televisione, tra i regali che Torino ha fatto all'Italia. E se non fa parte dei luoghi comuni usati per ricordare l'illustre passato della città, o magari sottolinearne la «decadenza», è solo per la pruderie (e la discriminazione) che ancora circondano queste realtà.
«Fuori!», si chiamava il primo gruppo gay italiano (e la prima rivista) fondati proprio a Torino, 35 anni fa, da Angelo Pezzana, Carlo Sismondi, Alfredo Cohen e Francis Padovani a cui quasi subito si aggiunsero Enzo Francone ed Enzo Cucco. Era il dopo '68, l'Italia che chiedeva divorzio, aborto. Un'esperienza che durò una decina di anni e che ha lasciato a Torino l'eredità di un centro culturale importante come la Fondazione Sandro Penna. Un movimento che si allargò al resto d' Italia e d'Europa (Pezzana andò a Mosca nel '77 per protestare contro la condanna per omosessualità del regista Paradjanov, Francone nel ’79 a Teheran contro l'omofobia del regime di Khomeini). Poi nel '76, per le elezioni politiche una parte degli aderenti al “Fuori" si federò con il partito Radicale: Pezzana si candidò (ed ebbe anche una breve esperienza parlamentare). Nel '79 si candidò con i radicali anche il filosofo Gianni Vattimo.






