I dissidi che animano ormai da mesi il liceo Righi e che vedono da un lato la dirigente e dall’altro genitori, studenti e buona parte dei docenti approda in parlamento. Sono due, infatti, le interrogazioni depositate nei giorni scorsi, ai quali il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara dovrà rispondere. L’ultima, nella giornata di mercoledì, a firma della deputata di Azione Valentina Grippo, che chiede conto dei fatti “riguardanti la gestione dell’istituto”.
Auspicando “un intervento risolutivo da parte dell'Ufficio scolastico regionale, con l'obiettivo di adottare una decisione definitiva che consenta di ristabilire un clima educativo sereno e costruttivo, anche valutando l'eventuale rimozione dell'attuale dirigenza”.
Torniamo a febbraio, quando per consentire la migrazione da un sistema gestionale a un altro è stato necessario anticipare gli esami per il recupero delle materie in cui gli studenti risultano insufficienti. Da settembre a fine agosto, se non addirittura dal 14 luglio in poi. Nei giorni del caldo asfissiante.
A inasprire i rapporti all’interno della comunità scolastica è stata però la modalità con cui la decisione è stata presa. La preside Giulia Orsini, secondo quanto avevano scritto in un documento firmato da 68 insegnanti su 108, non aveva posto in votazione la possibilità di recuperare le materie a settembre. Come si è sempre fatto anche sulla base di “solide ragioni pedagogiche”. Anzi, aveva chiesto solo di scegliere tra luglio e agosto, senza chiamare contrari e astenuti. I pochissimi ad aver votato, alla fine, hanno contato più di quelli che si erano chiamati fuori.






