Martedì mattina, liceo classico “Marco Minghetti” di Bologna. Marco Lisei, senatore di Fratelli d’Italia - è anche presidente della commissione parlamentare bicamerale d’inchiesta sulla gestione della pandemia da Covid - è uno dei relatori invitati a partecipare al dibattito organizzato sul «ruolo dell’Italia nei conflitti internazionali» dagli studenti riuniti in assemblea (il liceo, però, adesso non è sotto occupazione). Accolto da slogan e striscioni dal contenuto inequivocabile («fuori i fascisti e i sionisti dalle scuole»), a causa di un picchetto organizzato dai “Collettivi” dell’Opposizione studentesca alternativa (Osa) gli è stato impedito di entrare dall’ingresso principale dell’istituto. Così dai suoi account social quelli di Osa hanno cantato vittoria: «Il senatore fascista Lisei costretto a entrare scortato scappa dal confronto. Grande giornata di lotta. La lotta paga».

Senatore, è andata davvero così? Cosa è successo al liceo Minghetti?

«Capisco che non essendo andate le cose come volevano, debbano adesso fare una propaganda falsa. Del resto stanno ancora raccontando che l’Italia vende le armi a Israele, ad esempio... Ma la verità sta altrove».

LA SALDATURA MARXISMO-ISLAM