Altro che Partito Democratico o Movimento 5 Stelle. A dettare la linea del campo largo è il solito Renzi che rompe gli indugi e chiarisce come questa sinistra perde perché non è in grado di fare opposizione come dovrebbe. Non scopre l’America, ma certamente esplicita quanto in moltissimi pensano e in pochissimi dicono. L’assist, stavolta, gli arriva dal leader di +Europa che si traveste da “spirito tenebroso” per protestare contro l’oscuramento del referendum dell’8 e 9 giugno. Una sceneggiata che strappa qualche sorriso tra i banchi di Montecitorio, lo fa espellere dall’Aula e soprattutto consente alla maggioranza di sviare il dibattito da “nodi spinosi”, come appunto quelli su sanità e conflitti vari. Ecco perché il numero uno di Italia Viva, stavolta, non bacchetta le solite destre, ma coloro con cui ha corso alle ultime europee: «Quella di Magi – scrive in un post Facebook – è una pagliacciata che non serviva. La Meloni viene raramente in Parlamento. Una volta che accetta va sfidata sui contenuti, come hanno fatto molto bene Boschi e Schlein oggi. Perché quando stai sui contenuti, lei balbetta e non sa che dire. Vestirsi da fantasma è l’ennesimo regalo alla premier. Toglie visibilità ai contenuti seri e regala facile propaganda alla destra».