«Little History of Fratelli Beretta» è un breve libro che ripercorre alcuni episodi della storia del salumificio nato il 5 maggio 1812, che oggi fattura 1,15 miliardi e conta oltre 3.400 dipendenti, 30 siti produttivi, un catalogo di oltre 500 referenze (dalle 25 specialità Dop e Igp fino ai piatti pronti “Viva la Mamma”).
Presentato nei giorni scorsi, il libro nasce «dalla comune passione per lo sport» di Vittore Beretta e Matteo Marani, giornalista e presidente della Lega Pro di calcio. «Marani sta lavorando bene – dice Beretta, nona generazione alla guida del Gruppo – sta valorizzando le 60 piazze di C, creando valore sia per la provincia italiana che per le aziende che ci credono. Siamo molto contenti della partnership che abbiamo stretto».
Ma se si chiede a Beretta cosa è cambiato di più negli ultimi decenni nel settore, si passa dalla provincia alla dimensione internazionale: «Senz’altro la rivoluzione è stata nell’affermazione internazionale: dalla timida presenza in Europa, ora esportiamo in tutto il mondo, dove c’è grande voglia di cibo italiano. Mettere in contatto la provincia italiana con il resto del mondo: forse è questo uno dei segreti del successo dei salumi e più in generale dell’agroalimentare made in Italy».






