La verità venne a galla nel giro di pochissimo. Con l’ammissione delle dirette interessate e anche di chi le aiutò. Stefania e Paola Cappa, le gemelle cugine di Chiara Poggi, furono tra le protagoniste del circo mediatico di quell’agosto 2007 in cui la giovane donna fu uccisa a Garlasco. Mai indagate, ma solo lambite tra verbali e registrazioni dalle indagini.

Verbali appunto, come quello in cui Stefania Cappa, oggi avvocata a Milano, spiegò la genesi del fotomontaggio lasciato davanti alla villetta di via Pascoli a Garlasco all'indomani dell'omicidio della cugina. Una foto con le tre cugine sorridenti, vestite di rosso per una festa, che le due gemelle Cappa lasciarono sul cancello con delle rose mentre decine di fotografi scattavano foto. Ma quasi subito ci si rese conto che Chiara era stata aggiunta a una foto di Stefania e Paola, con un fotomontaggio.

"La mattina dopo l'omicidio di Chiara fin dalle 7 della mattina davanti casa nostra era pieno di giornalisti anche perché i miei zii (Giuseppe e Rita Poggi, ndr) avevano preso come punto di appoggio la mia abitazione. Siccome i miei zii non avevano delle foto di Chiara perché non potevano entrare nella loro abitazione dopo pranzo in presenza anche di mia madre hanno detto a me e mia sorella di dare ai giornalisti che erano ancora fuori casa nostra una foto o di Chiara da sola o di noi tre insieme" dice in un verbale del 7 febbraio 2008.