Erano finite nel circo mediatico del dolore quando, nel giorno del delitto, appesero al cancello della villetta del crimine un fotomontaggio in cui apparivano sorridenti accanto all’immagine della cugina Chiara Poggi. Avevano perfino dipinto l’asciugamano della vittima di rosso, per intonarlo ai loro abiti e, tragicamente, al sangue che nella casa scorreva copioso, su quelle scale della cantina dove la 26enne fu trovata cadavere dall’allora fidanzato Alberto Stasi, l’unico condannato per il delitto. E oggi, a distanza di diciotto anni da quel terribile crimine, durante i quali le gemelle Stefania e Paola Cappa sono andate avanti con la loro vita, l’una costruendo la sua bella famiglia e l’altra dedicandosi con passione alla "pole dance", quei fantasmi del passato tornano con il colpo di scena della nuova inchiesta sull’omicidio della cugina, per il quale è indagato in concorso Andrea Sempio, dopo che il suo Dna è stato ritenuto compatibile con il profilo genetico maschile trovato sulle unghie della vittima.