ISTANBUL. Molto si è discusso in queste ore della composizione delle delegazioni russa e ucraina arrivate in Turchia per i primi colloqui diretti dal 2022, un appuntamento tanto annunciato quanto obiettivamente poco ambizioso. Se da una parte Mosca ha inviato un messaggio chiaro nell’aver messo a capo della sua squadra l’ex ministro della cultura Vladimir Medinsky, lo stesso rappresentante di 3 anni fa nel medesimo ruolo di allora nonché un convinto sostenitore dell’Ucraina russa, come a dire che gli obiettivi del Cremlino non cambiano di una virgola, Kiev risponde con un segnale altrettanto chiaro, sebbene tra le righe.
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Il team selezionato da Volodymyr Zelensky per la missione sul Bosforo ha infatti alla guida Rusten Enverovyc Umerov, ministro della Difesa considerato vicino al presidente ma non solo. Umerov, classe 1982, è nato a Samarcanda ma discende da una delle migliaia di famiglie tatare, la popolazione indigena della Crimea, deportate da Stalin nel 1944 verso l’attuale Uszbekistan con l’accusa di aver collaborato con i nazisti: allora, nel giro di due giorni furono cacciate 200 mila persone delle quali, dopo un anno, il 46% era morto. Dal 2020 inoltre, Umerov co-presiede la cosiddetta Piattaforma di Crimea, un'iniziativa diplomatica progettata da Zelensky per riportare la questione nell'agenda internazionale e facilitare il ritorno del controllo sulla Crimea all'Ucraina.












