Il caso di Garlasco si riapre l’undici marzo. La notizia circolava sottotraccia da giorni. Anzi, settimane. Ma sembrava incredibile. Perché a riaprire l’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, con un condannato in via definitiva in carcere dal 2015, era la stessa procura di Pavia che già otto anni prima aveva bollato come «speculazioni» le contro-indagini della difesa di Alberto Stasi. Quelle che, grazie a un’agenzia di investigazione privata e a una consulenza affidata al genetista Pasquale Linarello, avevano indicato il profilo genetico di Andrea Sempio — amico del fratello di Chiara — come compatibile con il materiale biologico ricavato anni prima dalle unghie della vittima.
Andrea Sempio e un secondo «uomo» sulla scena del delitto di Garlasco: la strategia della Procura di Pavia e tutte le novità
La nuova consulenza genetica: così sarebbe cambiato lo scenario. I pm certi che quella mattina del 2007 a casa Poggi ci fosse almeno un altro uomo







