Il riserbo è massimo "per la gravità delle accuse, per la necessità di garantire anonimato alla vittima e nel rispetto dei diritti degli indagati che sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza".
E' quanto emerge dagli ambienti investigativi e vicini alla Procura di Udine sull'inchiesta per violenza sessuale nei confronti di Oumar Solet, il difensore francese di 25 anni approdato all'Udinese a settembre, dopo aver risolto consensualmente il proprio contratto con il Salisburgo.
A denunciarlo è una donna di 30 anni, che ha riferito di essere stata invitata, assieme a un gruppo di persone, nell'abitazione del difensore domenica notte - all'ora di pranzo la squadra era stata sconfitta dal Monza -, dopo aver trascorso alcune ore in un locale. Una volta nell'appartamento, avrebbe abusato di lei. Diametralmente opposta la versione del calciatore, forte anche della testimonianza di alcuni amici che si trovavano con lui: la donna era consenziente. Quest'ultima, per sua stessa ammissione, non era lucida in quanto ubriaca.
Pare che, nel corso dell'incontro a casa Solet, sia stato anche girato un video che gli investigatori hanno acquisito.
Servirà a contribuire a chiarire la situazione assieme ai referti medici dell'ospedale, cui la donna si è rivolta subito dopo essere uscita dall'appartamento. In Pronto soccorso è stata raggiunta dai carabinieri, che hanno verbalizzato l'accaduto e iniziato le verifiche.








