«Della situazione di stallo del nostro cinema c’è da preoccuparsi. In tanti stanno fermi, ma il cinema è lavoro, dà da mangiare a tante famiglie, anche a quelle che ricevono uno stipendio minimo, è soprattutto per loro che dobbiamo combattere questa battaglia. Per loro e per la nostra cultura. L’Italia è famosa per il cinema, non si può sentire che i soldi non vengano destinati a una delle arti che più ci rappresenta nel mondo». Ne è convinta l’attrice Silvia D’Amico, che dopo essere stata giurata del Festival del Cinema Città di Spello porta al cinema una madre bipolare nel film “Il mio compleanno”, diretto da Christian Filippi, in uscita il 14 maggio.

Come è stato portare sullo schermo il bipolarismo?

La sfida più difficile della mia carriera. Quando me l’hanno proposta ho pensato: “Oddio, e adesso?”.

Non aveva mai interpretato una madre, fino ad ora.

È vero, non mi era mai capitato, tanto meno una madre con una malattia così complessa da rappresentare. È stata una grande responsabilità, ma anche un’esperienza gratificante. Poi in questo momento più che mai è fondamentale parlare di salute mentale, anche attraverso i film.