Il proliferare di alghe tossiche al largo delle coste dello stato della South Australia (Australia Meridionale) sarebbe responsabile, nelle ultime settimane, della morte di esemplari di oltre 200 differenti specie, tra le quali squali, razze, granchi e polpi. Lo hanno rivelato degli studiosi che lavorano in organizzazioni ambientaliste.
"Ci sono cadaveri di animali disseminati sulle spiagge", ha raccontato all’agenzia di stampa France Presse Brad Martin, responsabile dell'organizzazione per la salvaguardia delle specie ittiche Ozfish per la parte meridionale del continente oceanico.
Un esemplare di Meuschenia Freycineti morto (afp)
"È normale che i nostri volontari riferiscano: 'Abbiamo camminato per un chilometro lungo il litorale e abbiamo visto 100 (animali) morti'". Aree particolarmente colpite sono le coste della Kangaroo Island e le penisole di Fleurieu e Yorke, nell'area marina prospiciente la città di Adelaide, il tutto per un’estensione complessiva di oltre 4.400 chilometri quadrati.
L’alga incriminata, la Karenia mikimotoi è una specie identificata negli anni '30. Fino ad ora era stata trovata in Giappone, Norvegia, Stati Uniti e Cina, dove aveva ostacolato il turismo e la pesca locali, causando danni per milioni di euro. L'Australia meridionale non aveva mai sperimentato una fioritura di alghe tossiche di questa portata e durata.







