Ivirus sono una ‘sfida senza fine’, che va affrontata con una buona scienza e con politici capaci, in grado di comprendere l’emergenza e agire di conseguenza: lo ha detto l’immunologo Anthony Fauci intervenendo in video al convegno sulle emergenze virali organizzato dall'Accademia dei Lincei nell’ambito del ciclo di incontri su 'Il futuro dell'umanità'.
“Dobbiamo imparare ad aspettarci ciò che è inaspettato, lo abbiamo ripetuto molte volte”, ha detto Fauci riferendosi soltanto alle 20 nuove infezioni che sono avvenute fra il 1981 e il 2022, a partire da quella del virus Hiv responsabile dell’Aids al SarsCoV2 che ha scatenato la pandemia di Covid19 fino al virus mpox, noto anche come ‘vaiolo delle scimmie’.
“Ci sono delle lezioni di scienza, salute pubblica e politica che dovremmo avere imparato dall’Aids e dal Covid-19”, ha aggiunto Fauci ripercorrendo la storia dei due virus che ha seguito più da vicino nella sua lunga carriera.
Quanto sia necessario prepararsi lo dimostrano le tante sorprese sperimentate dal 1981, quando cominciava a diffondersi l’infezione da Hiv: “allora era una malattia mai vista, dalla patogenesei inattesa e sconcertante”, causata da un virus capace di mutare rapidamente, con numerose varianti in grado di sfuggire alle terapie e al sistema immunitario. “La stessa capacità di mutare velocemente è stata osservata nel virus SarsCoV2, con numerose varianti capaci di sfuggire e sistema immunitario, terapie e vaccini”, insieme alla trasmissione da persone asintomatiche per aerosol e alle conseguenze prolungate nel tempo.






