Adesso sono 25 gli indagati per il disastro della funivia del Faito, quattro vittime il 17 aprile scorso, nel giorno del giovedì santo. Ai quattro iniziali destinatari dell’avviso notificato dalla Procura di Torre Annunziata in vista dell’autopsia, tutti funzionari e dirigenti Eav, la società che gestisce l’impianto, si aggiungono altri 21 nomi, fra i quali l’amministratore delegato e presidente dell’azienda, Umberto De Gregorio. Anche in questo caso si tratta di un atto dovuto imposto dalla legge in vista del conferimento dell’incarico al consulente tecnico che dovrà accertare le cause dell’incidente. La mossa dei magistrati coordinati dal procuratore Nunzio Fragliasso disegna però lo scenario nel quale ora si muove l’inchiesta. E dunque.

Il pm ipotizza i reati di disastro colposo e omicidio colposo. Accanto ai vertici Eav, il presidente De Gregorio, il direttore operativo Pasquale Sposito, il caposervizio Pasquale Di Pace, il direttore di esercizio Marco Imparato e il dirigente infrastrutture Giancarlo Gattuso (dal secondo al qunto già iscritti nella prima fase) nell’indagine entrano anche le ditte e altri soggetti. Tutti potranno replicare nei successivi passaggi del procedimento a quello che, allo stato, non rappresenta un’affermazione di responsabilità ma solo uno spettro investigativo.