Se uno scrittore, come accade al sottoscritto, ha accesso alle prestigiosissime colonne di questo giornale per raccontare da dove ha tirato fuori il romanzo più recente, quali sono state le accensioni o le scintille o anche solo i semi che hanno portato al più recente lavoro, le sensazioni sono di felicità ma anche di responsabilità. Perché, parliamoci chiaro, non è che uno può demistificare l’immaginazione riducendola a una mera concatenazione di impressioni o di idee, magari ricevute nel dormiveglia o sotto la doccia: pare brutto, si dice dalle mie parti.