Il giorno dopo la grande vergogna c'e' una auto dei carabinieri davanti al quartier generale della Sampdoria a Bogliasco, ferma davanti al cancello in un silenzio irreale: non c'e' nessuno perche' la squadra aveva lasciato la struttura all'alba dopo un rientro turbolento da Castellamare di Stabia per evitare i tifosi arrabbiati alla fine della gara che ha decretato l'amaro verdetto: Samp in serie C per la prima volta dopo 79 anni di storia.

Da Salerno a Malpensa in aereo per evitare l'aeroporto di Genova, poi su un pullman a noleggio senza scritte fino a Bogliasco, con la scorta delle forze dell'ordine per evitare incontri con i tifosi.

Il giorno dopo la disfatta si vorrebbe capire qualcosa del futuro ma non e' facile perche' anche i numeri dicono che questa retrocessione in Lega Pro porta dubbi e paure: bilancio in rosso di 40 milioni appena certificato, debiti a lungo termine di 60, in primo luogo con l'erario, monte ingaggi molto costoso, il secondo in serie B. Qualche osservatore ipotizza addirittura problemi per l'iscrizione al prossimo campionato dove sara' comunque necessaria una rivoluzione.

Ci sono punti interrogativi che meritano risposte al di la' del telegramma del presidente Matteo Manfredi dello scorso 9 gennaio, quando spiego' le ragioni di un momento difficile che oggi e' diventato sportivamente parlando drammatico: 'Se restiamo in caso di serie C? Ripeto, alla societa' serve stabilita'...' disse Manfredi.