Solo l’1% dei prodotti agricoli in Europa supera i livelli di guardia previsti per l’esposizione ai pesticidi: il rischio per la salute dell’uomo è dunque considerato «basso». Parola di Efsa, l’autorità per la sicurezza alimentare di Parma, che anche quest’anno ha pubblicato un rapporto, nell’ambito del programma triennale coordinato dalla Ue.
Carote, cavolfiori, kiwi (verde, rosso e giallo), cipolle, arance, pere, patate, fagioli secchi, riso integrale, segale, fegato bovino e grasso di pollame: dodici i prodotti alimentari analizzati, considerati tra i top seller di mercato. I 13.246 campioni “casuali” provengono da uno spettro territoriale allargato (Stati membri, più Norvegia e Islanda) e il 99% dei prodotti è risultato «conforme alla legislazione europea».
I risultati cui è pervenuta l’Autorità per la sicurezza alimentare - coerenti, peraltro, con quelli ottenuti nel 2020, quando fu campionata la stessa selezione - assumono particolare rilevanza in un momento cruciale per il dossier sostenibilità a Bruxelles: la nuova Vision presentata (insieme con il vice-presidente Raffaele Fitto) dal nuovo commissario Hansen, segna infatti un deciso cambio di passo rispetto al giro di vite sui fitofarmaci delineato dal predecessore Timmermans, in sede di Green Deal.






